La chiusura degli OPG: un déjà vu ?

In un articolo su Healthdesk Giovanna Del Giudice, psichiatra, presidente della Conferenza permanente per la salute mentale nel mondo Franco Basaglia (www.confbasaglia.org) e competente del Comitato StopOpg (www.stopopg.it) traccia le luci e le ombre della riforma degli Opg.

«È un passo avanti, ma non basta», commenta Del Giudice. «Finché infatti il codice penale manterrà uno “statuto speciale” per le persone con disturbo mentale, già peraltro abolito dalla legge 180 che ha sancito il principio che tutti hanno diritto a ricevere uguali trattamenti, la rivoluzione sarà incompiuta. Una vera riforma dovrebbe invece prevedere il diritto a un processo anche per le persone con malattia mentale e il diritto a scontare la pena di una eventuale condanna nel carcere, ricevendo cure adeguate o, nel caso in cui la malattia, come qualsiasi altra malattia, fosse incompatibile con la detenzione, usufruendo di  strutture alternative».

«Nonostante il Governo si sia impegnato a rispettare i tempi previsti, il timore che possa scattare un’ulteriore proroga non ci abbandona. Basti pensare che finora solo quattro Regioni si sono dichiarate pronte per la data indicata. Dal 1° marzo abbiamo quindi avviato uno sciopero della fame a staffetta per mantenere viva l’attenzione sul rispetto della scadenza».

«Continueremo a impegnarci perché si tratti di istituti provvisori e si operi invece per garantire la presa in carico personalizzata dei soggetti autori di reato, in sinergia con la magistratura.Chiediamo inoltre la nomina di un Commissario governativo che vigili sulla corretta applicazione della legge 81/14che limiti i nuovi ingressi nelle Rems e  promuova la continuazione delle dimissioni».

 

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