Opg: slitta ancora la chiusura definitiva: ritardi in Sicilia e Toscana

“a chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari in Italia rischia di slittare ancora e stavolta non di qualche giorno ma di mesi. A lanciare l’allarme è la campagna StopOpg a quasi due anni dalla data fissata per la loro chiusura dalla legge n.81 del 2014. A frenare il percorso seguito in questi ultimi mesi dal Commissario unico per il superamento degli Opg, Franco Corleone, è la Sicilia, regione non commissariata, ma che rischia di dettare i tempi per la chiusura definitiva sul territorio nazionale. “Ci risulta che nell’ex Ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto siano ancora internate 13 persone, di cui 8 con misura di sicurezza definitiva e 5 con misura di sicurezza provvisoria”, si legge nella lettera di StopOpg inviata oltre che al commissario Corleone, anche al presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, ai ministri della Salute e della Giustizia e al Dipartimento per l’Amministrazione penitenziaria. “Le 13 persone ancora in Opg con misura di sicurezza, all’inizio di gennaio 2017, sarebbero dovute transitare nella seconda Rems di Caltagirone dell’Asl di Catania – continua la lettera -. Sembra invece che l’apertura della seconda Rems capace ad accogliere nove uomini e nove donne, non potrà avvenire che nel mese di maggio 2017. Tutto questo significa che le 13 persone restano ancora internate ingiustamente nell’ex Opg mentre potrebbero già oggi essere prese in carico dai Dsm di appartenenza nelle proprie residenze, oppure potrebbero transitare nelle due Rems già operative ogni qual volta viene dimesso un soggetto al posto di persone con misura di sicurezza del territorio”.

Difficoltà confermate anche dal commissario Corleone che a dicembre 2016, in una intervista a Redattore sociale, auspicava la chiusura definitiva degli Opg su tutto il territorio nazionale entro gennaio 2017. “Mi avevano assicurato che per il 20 dicembre la Rems di Caltagirone avrebbe potuto accogliere gli altri dell’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto, poi ci sono stati problemi e quindi i ritardi. All’assessore alla Salute della Regione Sicilia, Baldo Gucciardi, ho inviato già due lettere, ma ancora non c’è nessuna risposta ufficiale”. Una soluzione, però, ci sarebbe e permetterebbe di chiudere l’Opg siciliano prima di quanto paventato da StopOpg. “A detta del direttore dell’Opg – spiega Corleone -, le 13 persone non sono neppure da Rems, ma da comunità terapeutica. Per fare una cosa del genere, però, bisogna modificare i piani terapeutici individualizzati e poi il magistrato di sorveglianza può cambiare la misura. Un percorso che ha comunque i suoi tempi. A quel punto si può anche immaginare una soluzione straordinaria: quella di mettere le ultime persone in alcune Rems che hanno dei posti disponibili, per favorire la chiusura dell’Opg siciliano”.

Intanto si avvicina la scadenza del mandato del Commissario Corleone, fissata al 19 febbraio. Un mandato, già prorogato di sei mesi, su cui circola l’ipotesi di un nuovo prolungamento. Ma Corleone lo esclude. “Non ha senso – afferma -. Il commissariamento è sulle regioni e ha riguardato Veneto, Abruzzo, Puglia, Calabria, Toscana e Piemonte. Bisognerebbe fare un provvedimento solo sulla Sicilia, perché il mandato corrente ha ormai esaurito il suo compito. Si sono aperte tutte le Rems previste o sono in via di apertura, come nel caso della Toscana. L’Opg di Montelupo verrà chiuso a breve. Ormai ci sono solo tre persone. E’ questione di giorni”.

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