In questa terza puntata del ciclo di interviste per il blog de L’Espresso Viaggi in carrozzina, Gianfranco Falcone conversa con la psichiatra Giovanna Del Giudice.
La questione della salute, la questione della malattia, la questione dell’inclusione e dell’esclusione, della partecipazione e del protagonismo. Ecco queste azioni che nel nostro fare tecnico affrontiamo quotidianamente, non devono essere sequestrate dai tecnici e dalla scienza psichiatrica, ma devono essere restituite alla comunità perché la comunità se ne appropri. Perché la questione della salute mentale riguarda tutta la comunità, non è una questione soltanto dei tecnici, ma è questione in generale di una comunità.
[…] è possibile che la medicina, la psichiatria, di fronte è una giovane donna di diciannove anni, sofferente, che vuole porre fine alla sua vita, è possibile che di fronte al dolore di questa giovane donna altra risposta non trova se non il prenderla, metterla su un letto, legarla ai piedi, alle braccia, metterle una cintura toracica per fissarla prepotentemente e violentemente contro il materasso, e poi lasciarla sola dentro la stanza chiudendola a chiave?
A Bergamo siamo riusciti, a partire da questa morte, a creare una rete di associazioni che chiede alle istituzioni una città, Bergamo, libera da contenzione. Questo significa che è possibile fare delle cose. È necessario fare delle cose. È necessario indignarsi.