Salute Mentale Anno Zero

Il nuovo numero del magazine Ansa.it dedicato alla legge Basaglia

 

 

Quanto della Legge Basaglia non è stato applicato sino ad oggi?
“Innanzitutto le risposte alle situazioni di crisi/urgenza troppo spesso inesistenti/insufficienti, demandate ad altre agenzie (118 o forze dell’ordine), scaricate sulle spalle dei parenti che sono richiesti di fare cose che competono agli operatori e non certo a familiari soli e disperati. Ci sono poi l’accoglienza, l’ascolto attivo. La fiducia e la speranza. Chi vive una situazione di crisi, sia esso l’utente o il familiare, ha un fondamentale bisogno di trovare un clima di grande accoglienza umana, di ascolto pieno, capace di trasmettere fiducia e speranza”

Quali sono le principali conquiste de suo movimento ‘Le Parole ritrovate’?
“La malattia mentale, ci può dividere o ci può unire, ci può fare sentire profondamente soli, ci può dare occasione e motivo di valorizzare la radice profondamente umana, e quindi comune, presente in ogni esistenza, sana o sofferente che sia. Le Parole ritrovate danno voce e protagonismo a chi non li ha mai avuti e a chi li ha persi, servono a coinvolgere e a lasciarci coinvolgere da reti allargate di persone, di intelligenze, di sentimenti”.

E all’estero le vostre idee spopolano, ce lo conferma?
“All’estero, dove abbiamo fatto cicli di conferenze molto apprezzate, e in particolare in alcuni paesi il nostro approccio si è diffuso, Svezia e Norvegia, per citare i 2 dove forse ha avuto più successo. Ma senza dimenticare ad esempio la Cina dove abbiamo fatto nascere il primo centro di salute mentale territoriale e dove si sono diffusi rapidamente gli UFE, particolarmente apprezzati nella realtà di Pechino”.

Quali prospettive pratiche si aprono se il Disegno di Legge diventerà realtà?
“Di tutte le domande questa può essere quella da 100 milioni. Anche perché la nuova Legge è ancora nella culla e scopriremo nei prossimi mesi quanto sarà cresciuta. Volendo essere, come è nella mia natura, ottimista e dandola per approvata, pur con ritocchi e mediazioni, allora la risposta diventa semplicissima e si collega alla prima domanda dove ho cercato di mettere in luce i principali buchi neri che la salute mentale italiana si porta dietro da troppi anni. Quindi se il Disegno di Legge diventerà realtà io sono fermamente convinto che quei terribili buchi neri un po’ alla volta spariranno e avremo progressivamente in tutta Italia quella salute mentale buona che oggi è limitata ad una parte minoritaria del paese”.

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