Per il rafforzamento del controllo popolare, in difesa del Sistema Unico di Salute brasiliano

da Paulo Amarante

“Stiamo vivendo un momento di grande incertezza e molte trasformazioni in un paese che ha subito un impeachment illegittimo e forse si sta muovendo verso la rimozione anche dell’attuale presidente. Quello che sta avvenendo oggi è lo scontro fra due diverse visioni politiche di ciò che è lo Stato. Da un lato, lo Stato minimo, che agisce solo come mediatore di interessi; dall’altro, lo Stato che protegge e che provvede, come è stato espresso nella Costituzione del 1988. Noi di Fiocruz, di Abrasco, stiamo da questa parte, nella lotta per la garanzia della salute come diritto di tutti e dovere dello Stato.
Credo che la società brasiliana resisterà e otterrà, nel medio o lungo termine, di invertire il quadro attuale, estremamente sfavorevole per la salute pubblica e la qualità della vita della popolazione. Supereremo questa crisi, riprendendo il progetto del Sistema Unico di Salute (SUS) con universalità, equità e integrità. Per questo abbiamo bisogno di fare una seria autocritica per quanto riguarda uno dei pilastri più importanti della SUS: il controllo popolare. Nei quasi 30 anni dalla creazione del Sistema Unico di Salute, abbiamo fatto pochi progressi, di forma limitata e molto burocratica, in questa direzione. Abbiamo i Consigli e la Conferenza di Salute, ma l’aspettativa della società di contribuire in maniera effettiva alla realizzazione e alla valutazione del sistema sanitario non è stata rispettata. Con il superamento della crisi attuale, abbiamo bisogno di riprendere in maniera efficace il controllo popolare del SUS”.

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