Disagio psichico, apicoltura e orticoltura che fanno bene (anche alla città)

Tre ettari di terreno dedicati a orticoltura e apicoltura, a pochi passi dal centro di Bologna, gestiti da persone con disagio psichiatrico per favorirne il reinserimento attivo nella società: il “Progetto Meloncello” partirà con alcuni tirocini formativi, ma punta a creare una concreta possibilità lavorativa per almeno quindici persone.

“Vogliamo gestire nel miglior modo possibile il patrimonio di Asp – dichiara Gianluca Borghi, amministratore unico –. Il Progetto Meloncello nasce già con gli occhi ben puntati sul futuro di inclusione sociale e autonomia economica che intende garantire”. “Tre ettari di terreno collinare per concretizzare le diverse dimensioni dell’accoglienza”: così Alfonso Ciacco, dell’associazione Auser, riassume il progetto. Situato poco distante dal centro di Bologna e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, il podere è in una posizione ideale, e vuole essere anche un punto di partenza, un invito a dare il via ad altre esperienze analoghe su un territorio nel quale il volontariato e l’attenzione ai problemi sociali sono ben radicati. “La conformazione del terreno dato in concessione permette di riservarne una parte anche al frutteto – continua Ciacco –. Il podere, col suo modello di agricoltura sostenibile, mira a diventare un punto di riferimento per il quartiere e la città stessa, aprendosi alle visite di scolaresche, alla possibilità di realizzare laboratori didattici e – perché no – sperimentare l’ortoterapia”.
La collaborazione tra Auser e l’associazione Il ventaglio di Orav si era già concretizzata in un progetto di recupero ambientale del territorio collinare, apicoltura e produzione di miele, con l’obiettivo di reinserire nella società persone con disagi psichiatrici grazie al progetto di inclusione sociale del dipartimento di salute mentale dell’Azienda Usl. È proprio Cristian, uno dei ragazzi coinvolti nel progetto, a spiegare che “il miele di melata, uno tra quelli prodotti, è quello che viene dal sottobosco”

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