Per dire addio al TSO, un metodo dalla Finlandia ora in Italia

Proprio in questi giorni si è avviata una sperimentazione in Italia finanziata da UE e Ministero della Salute, finalizzata a ridurre il ricorso a Trattamenti Sanitari Obbligatori e alla somministrazione di farmaci in pazienti gravi. 

Questi “trattamenti”  sono purtroppo balzati agli onori della cronaca: il TSO si è rivelato fallimentare quando non persino un pericolo per il malato, che in alcuni casi ha perso la vita:

– 9 agosto 2009, dopo 83 ore di TSO muore Franco Mastrogiovanni, maestro elementare. Un trattamento eseguito con “negligenze, imperizia e imprudenza”, come stabilì la sentenza del 30 ottobre 2012 del tribunale di Vallo della Lucania (SA), che condannò i 6 medici del San Luca, responsabili del reparto.

– 30 luglio 2012, Sara Zanin di Bagnoli di Sopra (PD), 24 anni, anoressica, si suicida durante un TSO. Da poco era fuggita da un altro TSO mentre era nell’Ospedale di Monselice (PD), Ulss 17 Veneto.

– 24 settembre 2014 muore in ambulanza Bruno Combetto, pensionato di 64 anni, pochi minuti dopo essere stato sottoposto a Trattamento sanitario obbligatorio a Sant’Ambrogio di Torino.

– 9 giugno 2015 Ospedale di Polla (SA) muore Massimiliano Malzone mentre era in TSO ricoverato in psichiatria.

– 11 luglio 2015 Penna San Giovanni (Macerata), muore mentre era in corso il TSO Amedeo Testarmata.

– 30 luglio 2015 muore Mauro Guerra, a Padova, durante un TSO, ucciso da un carabiniere (ora accusato di omicidio) che sparava per difendere un collega dalla colluttazione in corso con il paziente.

– 05 agosto 2015 muore Andrea Soldi, a Torino, durante un TSO. Tre vigili urbani sono accusati di omicidio assieme a uno psichiatra.

C’è però, oggi, forse una nuova speranza per i pazienti: “Dialogo Aperto”, un nuovo metodo che si sta sperimentando proprio in questi giorni in quattro regioni italiane grazie allo psichiatra Giuseppe Tibaldi, responsabile del centro di salute mentale Asl2 (dipartimento “Basaglia”) di Torino, coordinatore scientifico del Centro studi e ricerche in psichiatria di Torino, direttore della collana “Storie di guarigione” delle edizioni Mimesis.

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