10 ottobre: la Giornata mondiale della salute mentale

Il pensiero e l’opera di Franco Basaglia hanno affermato e dimostrato che la salute mentale non è una questione che può essere limitata e governata dagli specialisti, ma rappresenta invece una componente della vita delle persone che interroga circa l’ambiente sociale, le relazioni, le logiche di potere, le istituzioni, i diritti e una precisa visione del mondo. Parlare di salute significa infatti costruire possibilità per le persone tutte: questo necessita in primis di un lavoro di rivisitazione culturale delle discipline che si occupano di questo ambito, ancorate ad un approccio clinico, che lavora sulla malattia invece che sul benessere. Accanto ad un cambio di paradigma nelle discipline e dei professionisti, occorre affiancare delle precise politiche di salute mentale, capaci di strutturarsi attorno al principio che la persona sofferente è in primis soggetto portatore di diritti, lavorando su progetti di vita e possibilità di emancipazione e inserimento positivo nel contesto sociale. Queste considerazioni assumono un significato ancora più forte in riferimento ai dati e alle prese di posizione di organismi, dalla Società italiana di psichiatria all’Organizzazione mondiale della sanità, che evidenziano il dilagante aumento della sofferenza psichica nella popolazione e il progressivo disinvestimento in risorse umane e finanziarie da parte dei Governi. La giornata mondiale della salute mentale può quindi rappresentare un’occasione per interrogarsi in maniera importante su questi temi e sensibilizzare contro lo stigma che ancora pesantemente grava attorno alla follia. In quest’occasione nel Paese sono state promosse varie inziative: Onda (Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere), in collaborazione con SIP, SINPF e SIPG, ha lanciato la sesta edizione dell’(H)-Open day, offrendo alle donne vari servizi gratuiti, da consulti, a colloqui e materiale informativo.

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